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La leggenda dei teschi di cristallo inizia combattendo il caldo della giungla, gli insetti e l’umidità opprimente nello Yucatan del 1924. Lì l’avventuriero britannico Frederick Mitchell-Hedges, con il resto della sua spedizione alle calcagna era diretto verso un’antica città Maya in quella che oggi è l’odierna Belize.

Improvvisamente, la squadra si fermò di colpo e vide un’antica piramide Maya.

piramide mayaGli avventurieri si fecero strada lentamente all’interno. Quello che è successo dopo ricorda una scena di un film di Indiana Jones: la figlia di Mitchell-Hedges, Anna, si è imbattuta in un luccicante teschio di cristallo, che riflette la scarsità della luce.

teschio di cristalloteschio Il teschio sembrava così fuori posto, così avanzato nel design e nella lavorazione, giustapposto alle rovine Maya di pietra e terra antiche. Ricavato da un unico solido pezzo di quarzo trasparente, l’avventuriero e sua figlia si resero immediatamente conto di essersi imbattuti in uno degli oggetti più misteriosi della storia dell’archeologia.

Il teschio di cristallo inizialmente fu trovato privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza.

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Fu così che iniziò la leggenda del teschio di cristallo.

Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine.

Esiste un inquietante passaggio nel racconto autobiografico dell’archeologo che dice: “…portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest’oggetto venne in mio possesso… è stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno”.

Il teschio è ricavato da un solo cristallo di quarzo, unico per lucentezza e trasparenza.

La sua superficie è perfettamente levigata e risalirebbe più o meno a 3600 anni fa. è stato oggetto di numerose indagini scientifiche, fisiche, antropologiche e sociologiche che hanno portato a risultati sorprendenti.

Le sue dimensioni sono perfettamente naturali: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Il teschio rimase in possesso di Mitchell-Hedges fno alla sua morte, nel 1959, poi passò alla figlia Anna, che ancora lo possiede e lo considera (al contrario di quello che aveva provato suo padre, il quale ne era intimorito) un oggetto meraviglioso e gioioso, capace di trasmettere protezione e affascinare.

Esaminata al microscopio, la superficie levigata del Teschio non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile; questo suggerisce che l’oggetto sia stato lavorato con lo sfregamento di sabbia. Ma per completarlo, sarebbe stato richiesto il lavoro, da parte di artigiani esperti, assiduamente, giorno dopo giorno, per almeno 300 anni!

Tale infatti è il tempo che occorre per levigare e modellare così con tanta stupefacente precisione, solo con l’ausilio della sabbia, un blocco di quarzo di tale durezza.

Se ne parla anche in una leggenda risalente ai Maya, la quale racconta che al Mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza avvertendoci però che accadrà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.

L’autenticità del manufatto

Nel dicembre 1943, Frederick Mitchell-Hedges scrisse una lettera a suo fratello, menzionando una data per la fabbricazione del teschio contraddicendo il suo stesso resoconto di come l’aveva ottenuto.

La sua lettera diceva: “Forse hai visto sui giornali che ho acquistato quel fantastico Teschio di Cristallo che era precedentemente nella ‘Sydney Burney Collection’. È ricavato da un unico blocco di cristallo di rocca trasparente, esattamente a grandezza naturale; gli scienziati hanno messo la data a prima del 1800 aC, e stimano che ci siano volute cinque generazioni, passando da padre in figlio, per essere completata. È antropologicamente perfetto in ogni dettaglio, un superbo pezzo di artigianato. Ce n’è solo un altro al mondo conosciuto come questo, che si trova al British Museum ed è riconosciuto che non sia così bello come questo.

La lettera dell’esploratore mostra che, sebbene non abbia scoperto il teschio di cristallo Maya nel modo in cui aveva affermato, ha fatto verificare agli scienziati che era piuttosto antico.

La versione di Dan Akroyd della leggenda del teschio di cristallo

Dan AkroydL’attore e appassionato di UFO Dan Akroyd parla con entusiasmo del mistero e dei poteri soprannaturali dei manufatti del teschio di cristallo.

Akroyd, che a quanto pare ha studiato la leggenda dei teschi di cristallo in tutto il mondo, ha ripetuto la controversa storia di Mitchell-Hedges e poi ha suggerito che il teschio di cristallo dell’esploratore fosse stato testato dagli ingegneri della Hewlett-Packard negli anni ’60.

 

 

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Il risultato, secondo Akroyd, ha mostrato che il teschio “non avrebbe potuto essere scolpito in epoca moderna e doveva essere stato lucidato nel corso di centinaia di anni… per ottenere la forma in cui era”. Akroyd ha poi discusso del fatto che otto teschi di cristallo sono stati trovati in tutto il mondo, di cui cinque scomparsi nel corso dei decenni. La domanda, suggerì Akroyd, è se tutti i vari teschi siano di discendenza tribale e se siano stati lucidati o scolpiti.

teschi di cristallo

 

L’argomento è stato trattato in parecchie trasmissioni televisive nel corso degli anni e abbiamo deciso di mostrarvi come ha trattato l’argomento Voyager.

Poche conclusioni definitive sui teschi di cristallo

Il National Geographic ha scritto: “molti credono che questi teschi siano stati scolpiti migliaia o addirittura decine di migliaia di anni fa da un’antica civiltà mesoamericana. Altri pensano che potrebbero essere reliquie della leggendaria isola di Atlantide o la prova che gli extraterrestri hanno visitato gli aztechi qualche tempo prima della conquista spagnola.”

Ma in netta opposizione alle affermazioni di Frederick Mitchell-Hedges, il British Museum e la Smithsonian Institution affermano che le analisi al microscopio elettronico hanno rivelato segni che avrebbero potuto essere realizzati solo con strumenti d’intaglio moderni ad alta tecnologia.

Ed entrambi i musei stimano che i teschi in loro possesso siano stati creati tra la metà e la fine del 1800, quando ci fu un picco d’interesse pubblico per lo spiritismo, le culture antiche e i viaggi per il mondo. Questo era un periodo in cui i musei erano desiderosi di pezzi da mostrare a coloro che volevano nutrire il loro spirito soprannaturale e avventuroso.

Eppure non c’è soluzione al mistero. Anche il National Geographic ammette che nessuno sa ancora con certezza chi abbia scolpito questi teschi e quando.

Poiché attualmente non c’è modo di determinare con precisione l’età di tali oggetti inorganici, il mistero probabilmente perdurerà ancora.

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